Crea sito

Maria Caterina Prezioso: “Il potere a volte è inodore”. L’intervista all’autrice di “Blu cavolfiore”

bluCiao Maria Caterina, è un piacere averti ancora come ospite nel nostro blog. Un piacere e un onore che tu abbia scelto di affidare ancora una volta il tuo lavoro a me e Dylan. Laureata in Scienze Politiche, appassionata di omeopatia e macrobiotica, scrittrice, drammaturga…chi segue il nostro blog ti conosce già, ma per chi ti incontra per la prima volta, vuoi raccontare loro chi è Maria Caterina oltre a questo?

Bentrovati. Per me è sempre un piacere confrontarmi con voi. Il vostro blog mi piace moltissimo perché è un po’ come io vi immagino. Dei ragazzi che amano scrivere e vivere facendo anche altri lavori, impegnandosi nello studio. Ragazzi diversi da quelli che un certo tipo di stampa e di televisione continua a proporci. La realtà italiana è molto diversificata e di certo esiste un assetto governativo che per quanto dica non aiuta i giovani e le loro realtà a crescere come dovrebbero. Ecco forse Maria Caterina è soprattutto questo una scrittura “minore” che cerca di dare voce alle vite “migliori” e a volte le vite migliori sono quelle dimenticate.

Abbiamo parlato del tuo primo romanzo “Cronache binarie” e ora ci presenti un nuovo lavoro “Blu cavolfiore”. Quali sono le differenze fra questi due romanzi?

Differenze sostanziali proprio nell’approccio alla scrittura. Blu Cavolfiore nasce come idea di contrapporre alla storia di un giovane insegnante una storia parallela di contro informazione. Narrare con attenzione tutta una serie di avvenimenti del mondo del transgenico, delle multinazionali, avvenimenti che ho voluto documentare anche con delle note bibliografiche proprio per differenziare i due percorsi narrativi: da una parte il romanzo nel quale ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale,  dall’altra un mondo sovrastante che ha degenerato nella ricchezza, una ricchezza di denaro, sfruttamento e potere fatta sopra le nostre teste.  In Cronache binarie invece il potere viaggiava con i personaggi nelle loro vite, faceva parte volente o nolente del loro vissuto. Quindi si traduceva in una scrittura quasi corale. Blu  Cavolfiore è apparentemente più freddo, più cinico, ma è solo apparenza. Il potere a volte è inodore.

Ti confesso che il titolo mi incuriosisce molto. Com’è nato e quale il suo significato?

Blu Cavolfiore … un cavolfiore blu non si è mai visto o meglio è il colore che devia l’attenzione. Se tu vedi un cavolfiore blu sei attratto dal blu  e ti dimentichi che potresti avere davanti un cavolfiore velenoso … come dicevo prima …  il potere a volte è inodore … come alcuni veleni e purtroppo di esempi in questi tempi ne abbiamo tantissimi. Ci stiamo scoprendo un Paese intossicato e tossico, ma sono anni che  siamo in queste condizioni  e  abbiamo permesso  che tutto ciò avvenisse. Anzi no,  noi non abbiamo permesso è lo Stato che ha permesso. Non parlo necessariamente di connivenza dico piuttosto che era impossibile non sapere. Detesto quando le istituzioni si prendono il lusso di prendere in giro i cittadini, i lavoratori, i vecchi e i bambini. Detesto uno Stato che non ha la dignità di prendere decisioni severe anche contro se stesso e i suoi interessi al fine di permettere una genesi …

Perché scrivi?

Oh bella … per quello che ho detto sopra … una scrittura la mia … non di servizio …  e neppure al servizio di … mi piace far pensare, discutere, scrivo per raccontare anche di voi.

In “Blu cavolfiore” hai scomodato anche Shakespeare! Ci racconti questo particolare?

In Blu Cavolfiore ci sono due personaggi: Jacob il sopravvissuto e Jurek il mistificatore. Sì, avete ragione, ho scomodato Shakespeare, ma avevo bisogno dell’aiuto di Pwca il folletto. Come di certo Laura saprà il folletto in generale ha un carattere, se pur di natura buona,  alquanto suscettibile e permaloso e Pwca come tutti i folletti può assumere atteggiamenti dispettosi o apertamente ostili verso gli uomini qualora si senta offeso da loro. In “Sogno di una notte di mezza estate” l’opera teatrale,  il folletto di Shakespeare è Puck e diventa per certi versi il vero personaggio principale. Infatti Puck  è il personaggio che o per caso, oppure intenzionalmente fa  nascere l’azione teatrale, la segue per tutto il suo percorso e  ne determina il lieto finale. Il mio Pwca, a differenza di Puck, che per ordine di Oberon metterà fine alla sua stessa opera eliminando i sortilegi, ha invece il compito di farci riappropriare della realtà. Il mio Pwca combatte a fianco del Popolo di Seattle.

Nei tuoi romanzi si pone attenzione sulle realtà scomode del nostro recente passato. Cosa ti affascina tanto in questo argomento? Perché, secondo te, è importante metterlo nero su bianco?

Siamo un Paese, una Nazione dalla memoria corta.

Che tipo di scrittrice sei? Metodica o impulsiva?

Tendenzialmente impulsiva. L’idea di base è sempre qualcosa che mi ha profondamente colpito, ma poi comincio a documentarmi, a leggere a cercare di capire sempre di più. Questo mi porta a diventare metodica come a voler dipanare una matassa aggrovigliata. Non so se ci riesco. Non sempre ci riesco.

Com’è stato, fino a oggi, il percorso editoriale?

Diciamo un percorso alternato. Avendo una scrittura che per certi versi varia di volta in volta e avendo anche intrapreso scritture diverse (poesia, narrativa, drammaturgia, scrittura quasi giornalistica) non posso pensare di avere una mia casa editrice di riferimento anche se mi piacerebbe molto. Inoltre mi piace molto la contaminazione di generi e questo porta a ulteriori difficoltà. Non mi piace essere incasellata in uno stile narrativo e quindi poi non mi posso lamentare se non è facile il mio percorso editoriale.

Cosa ti auspichi che ti dia la scrittura? E cosa vorresti che trasparisse ai lettori?

La scrittura è parte di me quindi non posso pensare che bene !!!  Certo mi piacerebbe essere affermata, ma vorrei sempre rimanere quella che sono e non essere scocciata. I lettori mi piace pensarli come amici che ti leggono anche per farti piacere.

Quale il complimento più bello? E quello più brutto?

Giuro che a questa non riesco proprio a rispondere. Il complimento più bello è quando mi hanno detto “ma lo sai che scrivi proprio bene, non me lo sarei aspettato!!” e il più brutto è quando ci si aspetta da te che sappia comportarti in tutte le occasioni … poi scusate un complimento non è mai brutto … se no che che complimento è ?!

Come organizzi la promozione dei tuoi lavori?

Mi piace moltissimo collaborare con la casa editrice. Credo che l’autore debba metterci la faccia e rendersi conto che per una casa editrice esistono gli autori e non solo lui. Mi piace prendere contatti e soprattutto anche mettere in contatto. Utilizzo la rete per quanto riesco. Per esempio nel caso di Blu Cavolfiore ho creato un gruppo nel quale ci si possa scambiare opinioni e informazioni sugli argomenti trattati. Credo moltissimo nel confronto tra i lettori. Il gruppo lo vedo come uno spazio aperto nel quale si possa discutere e arricchirsi reciprocamente. Questo modo di agire mi ha dato molte soddisfazioni e non solo sotto forma di recensioni ma anche creazione di contatti culturali e personali molto, molto belli.  Una cosa che non sopporto invece è quando la casa editrice (non parlo della Golena Edizioni con la quale mi sto trovando molto bene e mi piace il suo interagire nello spazio culturale nostrano)  non è diciamo attiva e si limita a sfruttare le risorse che l’autore gli ha consegnato. Il rapporto tra editore ed autore deve essere un rapporto di fiducia e con una ripartizione dei ruoli. E’ l’editore che deve promuovere, con l’aiuto dell’autore, un libro. Non c’è bisogno di editori parassiti anche perché in questa società di parassiti ne abbiamo già a iosa.  Poi mi piacerebbe molto iniziare a fare delle presentazioni, ma in questo caso devo superare intanto la mia pigrizia e poi trovare un modo di fare presentazioni diverse e spazi pensanti (librerie, biblioteche, scuole, spazi incontri) che mi diano questa possibilità.

Vorresti raccontarci, in breve, il tuo periodo all’ Università? La laurea in Scienze politiche, il ramo che hai intrapreso, l’esame più tosto che hai sostenuto… Anche Dylan sta frequentando Scienze internazionali diplomatiche!

Si, lo so che Dylan frequenta Scienze politiche. Calcolate che io mi sono laureata nel lontano 1984 per l’esattezza il 26 novembre quindi a breve sono 29 anni … e voi non eravate ancora nati … comunque è stato un periodo molto bello e a differenza del liceo mi sono tanto divertita a studiare. Erano anni particolari alla Sapienza di Roma e la facoltà di Scienze politiche ha visto passare professori come Aldo Moro anche se io non l’ho conosciuto. Sono entrata nel 1981. Giuliano Amato era allora il professore di diritto costituzionale. Tutti accorrevano alle sue lezioni. Ho cambiato cattedra. Avevo intenzione di prendere l’indirizzo storico ed invece per motivi familiari mi sono trovata a scegliere l’indirizzo amministrativo. L’esame più tosto, ma anche il più bello, è stato Storia Moderna, il professore era cattivissimo e a me piaceva da impazzire proprio perché cattivo. Il corso monografico era sul Principe. Ero una matricola ed era il mio secondo esame. Francesco Maria Leonardi non aveva assistenti, bocciava direttamente lui. Mi ricordo ancora della paura, ma anche del piacere di sedermi e iniziare l’esame. Il tempo passava ed io non me ne accorgevo. Dopo mi hanno detto che siamo stati a parlare per un’ora. E’ stato un trenta e lode che me lo porto dentro ancora adesso. Invece mi sono laureata in Diritto costituzionale italiano e comparato con Mario Galizia (l’antagonista di Amato)  con una tesi che oggi farebbe scandalo: i poteri del Presidente della Repubblica e lo scioglimento anticipato delle Camere. Grazie di avermi fatto questa domanda perché ne approfitto nel dirvi di non preoccuparvi sulle reali possibilità occupazionali future. Scegliete sempre con la vostra testa, non ha importanza che la decisione sia sbagliata o giusta, l’importante è che sia una vostra decisione. E non abbiate mai rimpianti,  ma ricordi si … quelli si … che sono importanti.

Ѐ sempre un piacere chiacchierare con te. Spero proprio che il nostro blog possa continuare a ospitarti ancora per molto tempo!

Grazie a voi e dei vostri sorrisi.

Intervista a cura del SoleeLuna Blog

[banner network=”altervista” size=”300X250″ corners=”rc:0″]

2 Risposte a “Maria Caterina Prezioso: “Il potere a volte è inodore”. L’intervista all’autrice di “Blu cavolfiore””

  1. Salve Laura e Dylan vi volevo ancora ringraziare per questa intervista sul vostro blog !!! Le domande fatte da Laura sono uno spettacolo e spero un po’ anche le risposte. a presto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.