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Intervista a Carenza, autrice di “Be my Serotonin”

Oggi intervistiamo Carenza, l’autrice di Be my Serotonin, che vi abbiamo presentato qui un paio di mesi fa.

Benvenuta nel Sole e Luna Blog per scrittori esordienti!  Ti va di presentarti al nostro pubblico?

Ciao! Sono Carenza, ho 22 anni, studio per diventare ostetrica, sono un’attivista a tempo perso e mi occupo principalmente di non monogamia etiche, antispecismo, femminismo e queerness, e ultimo ma non per importanza, sono una scrittrice emergente alla sua prima pubblicazione.

Dove vivi? A quali luoghi sei particolarmente legata?

Vivo a Torino e sono molto legata alla mia città, tanto che adoro visitarla nel tempo libero come se fossi una turista in esplorazione. Ne amo ogni angolo, parco, palazzo e vicolo. Amo un po’ meno lo smog. Altre città a cui sono particolarmente legata sono Praga, Venezia, Bologna, Lubiana, Berlino, Roma.

Come riempi le tue giornate? Quali sono i tuoi hobby?

Sono attivista sul web tramite la mia pagina Instagram @polycarenze e quando non studio, passo il mio tempo insieme a collettivi autogestiti che si occupano di femminismi e tematiche queer. Sono vegana e amo sperimentare in cucina tante ricette sconosciute e sapori particolari. In questo periodo sto impazzendo con le fermentazioni delle verdure e con il lievito madre. Mi piace leggere, principalmente saggistica, passare il tempo con partners e amicə davanti a un aperitivo, ballare fino a tarda notte negli spazi sociali e poi ovviamente, passo il mio tempo scrivendo.

Com’è nata la passione per la scrittura?

Mi è sempre piaciuto inventare storie, comporre canzoni, riempire quadernetti, dare voce ai miei pensieri astrusi. A 8 anni scrissi un racconto a mano, su una vecchia agenda, chiamato Cleris, la Regina delle Tabelline. Una piccola storia su un mondo dominato dai numeri e dalla matematica. In generale, scrivo per trasportare su carta e ovunque, ciò che mi fa stare bene e per trasformare in reali situazioni ipotetiche all’interno della mia testa degni di Oscar per il miglior film mentale. Il mio romanzo, Be my Serotonin, lo dimostra perfettamente.

Il libro Be my Serotonin

be my serotonin libro

Ed ora parliamo di libri … Quale libro ci presenti?

Vi presento Be my Serotonin.

Ti va di raccontarci in breve la trama?

Be my Serotonin è uno Young Adult che, in uno sfondo femminista e bisessuale, racconta la storia d’amore controversa di due donne con un forte age gap. Linda e Alessandra, rispettivamente studentessa dell’ultimo anno di scuole superiori e docente di chimica.

Chi è il protagonista assoluto della storia?

La protagonista è Linda Macedo, una diciannovenne sfacciata, ostinata e ribelle. Campionessa di litigi con i docenti e di sigarette fumate di nascosto in bagno, colleziona sfortune e figuracce. Sogna un mondo senza regole né schemi. È femminista e bisessuale, e passa le sue giornate al primo banco a imparare a memoria i gesti e le lezioni di Alessandra e a parlare di tematiche LGBT+ insieme alle amiche Ambra, Samantha e Irene.

Hai preso spunto da te stesso o da alcune tue conoscenze per tratteggiare i personaggi del libro?

I miei personaggi sono tutti ispirati a persone reali. Ho scritto questo romanzo quando avevo diciotto anni, la mia esperienza di persona al tempo innamorata di una docente mi ha portata a scrivere quasi in tempo reale, ovviamente il tutto molto romanzato. Come vi dicevo in precedenza, mi piace dare voce ai miei film mentali.

Perché pensi che un lettore dovrebbe dedicare parte del proprio tempo al tuo libro?

Perché la narrativa queer F/F e soprattutto bisessuale è più povera di titoli rispetto ad altri generi. Perché è un libro che amplifica la voce di comunità discriminate e invisibilizzate. Perché l’amicizia non è mai in secondo piano rispetto all’amore. Perché vi porterà, spero, a ricordare qualche momento gioioso degli anni di scuola.

Hai già tenuto delle presentazioni? Quale credi sia il modo migliore per promuovere il proprio libro?

Non ho ancora tenuto presentazioni. Sto aspettando la fine del lockdown per proporre una collaborazione ad alcuni spazi queer della mia città. Penso che il modo migliore sia puntare maggiormente sul face to face, rispetto all’online. Mi dà l’impressione che il messaggio arrivi di più, e magari che siano fatti meno eventi, ma più corposi e concentrati su un solo titolo, rispetto ai gruppi Facebook che possono risultare un po’ dispersivi.

Cosa pensi dell’attuale editoria italiana?

Mi sto ancora orientando in realtà, essendo io alla prima pubblicazione e avendo esperienza con una sola casa editrice (molto positiva tra l’altro). Apprezzo particolarmente la nascita di diverse case editrici indipendenti che si sono dedicati in primis alla pubblicazione di romanzi e saggi LGBT+, e che abbiano rifiutato la distribuzione attraverso grandi piattaforme per rilanciare il concetto di editoria indipendente e autogestita, prendendo una posizione politica. In generale, mi piacerebbe venisse dato più spazio ai romanzi F/F, che rispetto a quelli M/M rimangono un po’ nell’ombra.

Vuoi indicarci un indirizzo o una pagina web dove poterti seguire?

Se vi interessa anche il mio lavoro da attivista, su Instagram sono @polycarenze

Quali i tuoi progetti futuri in ambito letterario?

Be my Serotonin ha già un sequel che spero di pubblicare in futuro, anche vedendo l’andamento del primo. Oltre a ciò, ho cominciato da poco a scrivere un new adult fantascientifico con elementi distopici, con l’obiettivo di creare un testo il più inclusivo possibile per tutte le soggettività. Anche in questo romanzo non mancheranno tanti elementi queer. Per il resto, non spoilero!

Grazie per essere stata con noi e buon proseguimento.

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