“Ella e l’albero di Mira” di Raffaella Corcione Sandoval e Theodore J. Nottingham

Ella e l’albero di Mira si presenta come un’opera articolata.

Essa si compone di differenti parti; troviamo una prefazione e un’introduzione che anticipano il romanzo e preparano il lettore ad addentrarsi in densi e profondi contenuti.

Ella e l'albero di Mira

Al termine della storia troviamo altresì un epilogo ed una parte dedicata alle interviste dei due autori. È possibile affermare che tutte le sezioni risultano essere funzionali alla completezza dell’opera stessa.

Ella e l’albero di Mira narra una storia d’Amore senza tempo: quella tra Miriam (Myriam di Magdala o Maria Maddalena) e Joshua (Gesù).

Ovviamente il concetto d’Amore in questo caso, è inteso nella sua accezione più sacra e profonda, quasi antica e dimenticata.

Il ’Sentimento narrato nel romanzo di Sandoval e Nottingham è quel motore propulsivo che spinge l’Essere Umano ad un sostanziale cambiamento dell’Anima, della sua vibrazione interiore.

Oltre alla grande tematica dell’Amore, e ad essa connessa, viene trattato anche il lungo e difficoltoso percorso dell’accettazione di Sé. Esso si snoda attraverso il personaggio di Miriam e della sua incarnazione contemporanea Ella. A tal proposito, risultano molto apprezzabili le pagine dedicate alla caratterizzazione del personaggio di Miriam di cui se ne cita qui un breve estratto:

Era forte la sensazione di essere di fronte ad un’anima vecchia,ma era qualcosa di più e di sconosciuto perché era un tipo di qualità che nasceva da una sofferenza profonda dell’accettazione degli eventi provenienti dalla volontà di Dio. Una sofferenza che era stata sopportata, affrontata e trascesa. Ciò che restava da intuire a chi poteva, non erano cicatrici o ferite non guarite, ma un nuovo tipo di conoscenza, un potere di empatia e compassione noto solo a chi avrebbe camminato nella valle delle lacrime, all’ombra della morte, nel deserto accettando il sacrificio di sé per un amore più grande: l’umanità.”(pag. 139)

Dunque, il sostrato storico-culturale sul quale si poggia il romanzo risulta essere complesso e degno di nota: si tratta delle antiche scritture, dei vangeli aprocrifi (ossia testi sacri esclusi dalla Bibbia cristiana) e dello stesso vangelo di Maria Maddalena, per secoli andato perduto e di cui se ne sono ritrovati solo alcuni frammenti.

Sicuramente, tutto ciò alimenta un’atmosfera di sacralità e di mistero che avvolge antiche e importanti conoscenze.

Andando più nello specifico, le principali caratteristiche che connotano il romanzo di Sandoval e Nottingham sono:

  • Uso abbondante del flash-back; la storia di Ella, contestualizzata nell’epoca attuale, risulta intimamente connessa con quella di Miriam (detta Mira) ossia il personaggio biblico di Maria Maddalena. Si tratta quindi, di una storia nella storia che conduce allo stretto intreccio dei destini delle due protagoniste fino a farlo diventare uno solo;
  • Utilizzo diffuso del dialogo: spesso, tra i personaggi che agiscono nell’opera, intercorrono lunghe parti dialogate che – pare – sanciscano anche i momenti più significativi e di snodo del romanzo stesso. Non a caso, infatti, le componenti dialogiche vengono ulteriormente evidenziate con l’uso del corsivo. Inoltre, è possibile parlare di una sorta di metadialogo il quale buca letteralmente la trama narrativa fino a coinvolgere il lettore in modo diretto e completo: si tratta di messaggi molto intensi di natura animica, filosofica, spirituale, insomma di evoluzione interiore;
  • Natura profondamente metafisica e spirituale dell’opera. Questa è impronta che si rintraccia nell’intero testo il quale, con uno sforzo di estensione può essere definito “romanzo di formazione” volto a nutrire le parti più interne, profonde e nascoste dell’essere umano. Inoltre, ho utilizzato l’aggettivo metafisico in quanto tempo e spazio in questa storia si annullano, andando oltre la materia stessa.

È indubbio che il lettore interessato alle suddette tematiche troverà nell’opera pane per i suoi denti, magari sentendosi invogliato a compiere ulteriori ricerche in merito.

Per ciò che concerne, invece, i punti deboli di “Ella e l’albero di Mira”, essi possono essere individuati in:

  • Una consecutio temporum non sempre corretta. Tale aspetto fa perdere un poco di brillantezza e di scorrevolezza ad alcune parti del testo;
  • Una scarsa definizione del ruolo degli interlocutori nelle parti dialogiche: chi sta parlando a chi? In alcuni casi, non risulta ben chiaro e questo è un peccato dato che, come detto in precedenza, i dialoghi sono la parte più importante del testo;

In definitiva, “Ella e l’albero di Mira” ci conduce a vedere la realtà che ci circonda con occhi nuovi, rivalutando, secondo una particolare e differente prospettiva, anche la storia di Gesù e dei suoi più stretti discepoli (non da ultimo anche lo stesso Giuda, considerato da sempre il traditore, in questo romanzo viene definito come l’unico disposto ad aiutare il Messia nel suo progetto ultraterreno).

L’intento divulgativo circa tematiche spirituali e di non sempre immediata comprensione offerte ad un pubblico più vasto, è di gran lunga apprezzabile, favorendo nel lettore quella scintilla di pensiero critico volto a sviluppare un’apertura mentale e di comprensione utile a favorire a sua volta un’accettazione più ampia del mondo che ci circonda.

Recensione a cura di Sveva Borghini

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