Basnewende di Talatou Clementine Pacmogda

Basnewende, un libro dal titolo che fa ben sognare eppure è molto più di questo.

Basnewende è un’autobiografia, e come tale può risultare impegnativa, ridondante oppure creare una forte empatia con il lettore.

Basnewende

Queste pagine raccontano la storia di Clementine ambientata nel Burkina Faso.

Clementine è una studenessa universitaria che per ottenere la laurea si adatta a diversi lavori per permettersi gli studi che superano le sue possibilità.

Proprio per questo, spesso va a dormire a stomaco vuoto o si sposta con la biciletta, dimostrando un forte spirito di sacrificio e volontà.

Dal racconto appare una ragazza molto ingenua e sprovveduta, che però ha la fortuna di incontrare buoni amici che la aiutano al bisogno.

Sicuramente si racconta della vita di una donna coraggiosa ma la lettura è alquanto difficile, soprattutto perchè non è mai interrotta dal distacco di capitoli.

Come anticipato dalle note dell’Editore, il testo viene trascritto come un racconto ascoltato direttamente dall’autrice stessa, ma lo stile risulta noioso e faticoso.

Questo mi ha portato a interrompere la lettura che non mi ha permesso di entrare in empatia con il racconto e l’autrice stessa.

Un’autobiografia si basa solitamente sul racconto degli episodi più significativi, in questo caso, invece, si tratta della cronaca dettagliata di tutto ciò che l’autrice ha fatto nella sua vita.

E’ una storia vera, drammatica che non riesce però a tenermi attaccata nonostante nutri forte ammirazione per la protagonista. Lo stile ridondante, dispendioso non riesce a catturare le mie emozioni, ammirazione sì ma tutto il resto mi lascia sospesa.

Recensione a cura di Rosalba Noto

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